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	<title>Criptozoologia</title>
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	<description>Animali strani e misteriosi</description>
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		<title>Gli animali più pericolosi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 09:27:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli animali hanno sempre appassionato l’uomo, sia perché l’uomo convive quotidianamente con gli animali, sia perché la paura dell’ignoto e dell’irrazionale ci affascina da sempre. Ecco quindi una carrellata degli animali più temibili del panorama mondiale, alla scoperta di un mondo nuovo, soprattutto per noi occidentali che spesso ci facciamo spaventare anche da una zanzara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli animali hanno sempre appassionato l’uomo, sia perché l’uomo convive quotidianamente con gli animali, sia perché la paura dell’ignoto e dell’irrazionale ci affascina da sempre. Ecco quindi una carrellata degli animali più temibili del panorama mondiale, alla scoperta di un mondo nuovo, soprattutto per noi occidentali che spesso ci facciamo spaventare anche da una zanzara oppure da una vespa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- La zanzara: </strong>Ecco uno degli insetti più comuni, ma anche più pericolosi per l’uomo, in quanto capace di trasmettere innumerevoli malattie. Essa infatti provoca più di due milioni di morti in tutto il mondo, soprattutto per la trasmissione della malaria, una delle malattie a cui purtroppo è ancora difficile trovare una cura efficace. Anche nel panorama occidentale da qualche anno spopola la temibile “zanzara tigre”, molto resistente ai veleni e con fortissime capacità di adattamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Gli elefanti: </strong>Dimenticate la dolcissima immagine di Dumbo, simpatico elefantino dalle orecchie a sventola, capace di volare. In realtà gli elefanti sono i mammiferi più grandi, e quindi anche più pericolosi del panorama mondiale. In realtà la pericolosità di questi animali nasce dalla loro mole, poiché sono di indole naturalmente socievole e affabile. I loro attacchi possono sopraffare animali come il rinoceronte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Lo squalo bianco: </strong>Ecco uno degli animali delle profondità marine che da secoli appassiona l’uomo per fascino, curiosità, e soprattutto per paura. Lo stato di euforia maggiore è provocato dall’odore del sangue. Parliamo di stato di euforia proprio perché l’animale è rapito dall’odore del sangue e afferra tutto quello che gli capita, non necessariamente in una corrispondenza negativa con l’uomo. Ogni anno sono segnati circa 100 morti a causa dello squalo bianco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- L’ippopotamo: </strong>Anche questo è un animale molto tenero, almeno nell’immaginario collettivo, mentre in realtà è uno dei più pericolosi. Di natura erbivoro, può tuttavia mangiare anche carne in situazioni differenti, vedi paura, attacchi e altro. In particolare l’apertura della sua bocca lascia poco scampo ai nemici, per cui si registrano più di 150 morti ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- Il leone: </strong>Non poteva mancare nella nostra classifica il re della giungla,che è anche uno degli animali più pigri, in quanto si riposa per circa 20 ore al giorno. Le sue armi maggiori sono la fortissima velocità, i denti affilati e gli artigli veramente taglienti. Più di 800 morti ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è una lista con alcuni degli animali più pericoli, ma molti altri sono presenti nella vastità della natura.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Federica di Martino</em></p>
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		<title>Scoperti nuovi anfibi</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 09:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Non hanno gambe e sono simili a dei serpenti, o se preferite a dei grossi vermi, eppure, questi animali scoperti di recente in India sono in realtà degli anfibi. Si tratta di una nuova specie di cecilie, scoperta grazie al team degli scienziati guidati dal professor SD Biju. Alle nuove cecilie, finora ritenute presenti solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non hanno gambe e sono simili a dei serpenti, o se preferite a dei grossi vermi, eppure, questi animali scoperti di recente in India sono in realtà degli <strong>anfibi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una nuova specie di <strong>cecilie</strong>, scoperta grazie al team degli scienziati guidati dal professor SD Biju. Alle nuove cecilie, finora ritenute presenti solo in Africa, mancano completamente gli arti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le specie più piccole somigliano a lombrichi, mentre le specie più grandi, con lunghezze fino a 1,5 m, assomigliano a dei serpenti. Gli scienziati hanno eseguito analisi del DNA e confermato che si tratta di una famiglia completamente nuova, che è stata chiamata Chikilidae.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-65" title="caecilians" src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2012/02/nuovi-anfibi.jpg" alt="" width="440" height="440" /></p>
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		<title>Il tilacino</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 22:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo sterminio del tilacino iniziò negli anni &#8217;30 e fu talmente massiccio da causare la quasi totale estinzione dell&#8217;animale. Il tilacino è un animale che possiede numerose caratteristiche riconducibili alle tigri ed ai lupi, ed ha iniziato a diffondersi, specie in Australia, a partire da 4 milioni di anni fa. Benchè molte caratteristiche fisiche siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-62" title="tilacino" src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2012/02/tilacino.jpg" alt="" width="300" height="207" />Lo sterminio del <strong>tilacino</strong> iniziò negli anni &#8217;30 e fu talmente massiccio da causare la quasi totale estinzione dell&#8217;animale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tilacino</strong> è un animale che possiede numerose caratteristiche riconducibili alle tigri ed ai lupi, ed ha iniziato a diffondersi, specie in Australia, a partire da 4 milioni di anni fa. Benchè molte caratteristiche fisiche siano riconducibili a felini e canidi di grossa taglia, il tilacino risulta imparentato con la famiglia dei marsupiali, come si può facilmente evincere dalla forma del cranio, simile a quello dei canguri.<br />
Per lungo tempo, invece, si è ritenuto che con tigri e lupi il tilacino condividesse la sua natura di &#8221;predatore A&#8221;, animale posto in sostanza al vertice della catena alimentare e che, cioè, non risulta essere preda abituale di altri animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tesi, mai pienamente confermata, è stata la base che ha portato al massacro della specie, perpetrato senza ritegno in particolar modo dai pastori, convinti che il tilacino fosse responsabile dell&#8217;uccisione dei loro capi di bestiame. In realtà recenti ricerche hanno dimostrato che, nonostante la stazza imponente, il tilacino non fosse un animale particolarmente robusto, tanto da basare la sua alimentazione su mammiferi di piccola taglia, come topi, scoiattoli ed opossum.</p>
<p style="text-align: justify;">Di anno in anno si evincono notizie relative a nuovi avvistamenti di esemplari di tilacino, ma, come spesso avviene in questi casi, risulta difficile accertare la veridicità delle fonti. E’ in particolar modo dall’inizio degli anni ’00 che ilweb viene periodicamente assalito da scatti fotografici che ritraggono in lontananza animali aventi forma simile al tilacino, ma, come detto, permangono sempre forti dubbi sull’effettiva credibilità dei fotografi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, una nuova possibilità pare possa venire dalla clonazione, che potrebbe sfruttare l&#8217;eventuale presenza di qualche tilacino superstite, o semplicemente i campioni di DNA rinvenuti nei ritrovamenti più o meno recenti per dare nuovamente respiro ad una specie animale prematuramente scomparsa.</p>
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		<title>Chiasmodon niger</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 00:02:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo lunghi anni di ricerche sono state censite 230000 nuove specie, si tratta di creature che vivono negli abissi marini, a dimostrazione che esistono ancora moltissime cose da scoprire sul nostro pianeta ed animali che non riusciamo nemmeno ad immaginare. Nella foto sopra lo: Chiasmodon niger una delle nuove creature scoperte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Dopo lunghi anni di ricerche sono state censite 230000 nuove specie, si tratta di <strong>creature che vivono negli abissi marini</strong>, a dimostrazione che esistono ancora moltissime cose da scoprire sul nostro pianeta ed animali che non riusciamo nemmeno ad immaginare.</p>
<p align="center"><img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/11/chiasmodon-niger.jpg" alt="Chiasmodon niger" /></p>
<p>Nella foto sopra lo: <strong><em>Chiasmodon niger</em></strong> una delle nuove creature scoperte.</p>
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		<title>Coryphaenoides rupestris</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 08:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Pesce Topo (Coryphaenoides rupestris) uno degli ultimi pesci scoperti e censiti dagli scienziati, a dimostrazione che il mare è un’enorme serbatoio di sorprese per chi cerca strane forme di vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/11/coryphaenoides-rupestris-pesce-topo.jpg" alt="pesce topo" /></p>
<p><strong>Il Pesce Topo</strong> (Coryphaenoides rupestris) uno degli ultimi pesci scoperti e censiti dagli scienziati, a dimostrazione che il mare è un’enorme serbatoio di sorprese per chi cerca strane forme di vita.</p>
<p align="center"><img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/11/coryphaenoides-rupestris.jpg" alt="Coryphaenoides rupestris" /></p>
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		<title>Antarctic Ice Fish</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 11:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo 10 anni di ricerche sono state censite 230.000 nuove specie di pesci ed altri animali marini. Molti altri sono sicuramente ancora da scoprire, chissà quali sorprese hanno ancora in serbo gli abissi per noi. L&#8217;Antarctic Ice Fish è una di queste creature. Un pesce che s&#8217;è adattato per vivere in acque caratterizzate da temperature [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 10 anni di ricerche sono state censite <strong>230.000 nuove specie di pesci</strong> ed altri animali marini.</p>
<p>Molti altri sono sicuramente ancora da scoprire, chissà quali sorprese hanno ancora in serbo gli abissi per noi.</p>
<p align="center"><img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/11/antarctic-ice-fish.jpg" alt="Antarctic Ice Fish" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Antarctic Ice Fish</strong> è una di queste creature. Un pesce che s&#8217;è adattato per vivere in acque caratterizzate da temperature estremamente basse.</p>
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		<title>Il cinghiale a pois</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 00:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cinghiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Bianco a macchie nere, il cignale di Magliano dei Marsi è diventato, suo malgrado, una celebrità locale da quando, dopo due avvistamenti casuali (ma nessuno aveva creduto alla singolare descrizione di un suino selvatico a pois) è stato fotografato dagli uomini del Corpo Forestale mentre attraversa un campo coltivato. E qui sta la fonte dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bianco a macchie nere, <strong>il cignale di Magliano dei Mars</strong>i è diventato, suo malgrado, una celebrità locale da quando, dopo due avvistamenti casuali (ma nessuno aveva creduto alla singolare descrizione di <strong>un suino selvatico a pois</strong>) è stato fotografato dagli uomini del Corpo Forestale mentre attraversa un campo coltivato. E qui sta la fonte dei suoi guai. Perché mentre gli zoologi vorrebbero catturarlo per studiare più da vicino questa rara creatura bicolore, nata probabilmente dall’incrocio tra un cinghiale e una scrofa, fosse per i contadini e gli allevatori del posto, andrebbe presto trasformato in ragù per pappardelle.</p>
<p align="center"><img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/09/cinghiale-dalmata.jpg" alt="cinghiale dalmata" height="182" width="380" /></p>
<p><strong>Il cinghiale dalmata</strong> deve stare molto attento a dove mette le zampe, nelle campagne abruzzesi ai piedi del monte Velino. Di qua  c’è il parco protetto, dove si può grufolare in pace, ma basta  attraversare la strada e si arriva a tiro di doppietta.</p>
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		<title>Il Salaawa, un Chupacabra Egiziano</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 16:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Egitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Un elemento che non manca mai in molte delle culture mitologiche è senza dubbio l&#8217;elemento dell&#8217;essere simil-cane, quasi come una costante: partendo dal cerbero per arrivare a moltissime altre creature. I ricercatori di tutto il mondo, molto spesso, si ritrovano d&#8217;accordo per quanto riguarda il loro aspetto e descrizione. Uno di questi canidi in questione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Un elemento che non manca mai in molte delle culture mitologiche è senza dubbio l&#8217;elemento dell&#8217;<strong>essere simil-cane</strong>, quasi come una costante: partendo dal cerbero per arrivare a moltissime altre creature. I ricercatori di tutto il mondo, molto spesso, si ritrovano d&#8217;accordo per quanto riguarda il loro aspetto e descrizione.</p>
<p align="justify">Uno di questi canidi in questione è il <strong>Salaawa</strong>, una bestia leggendaria d&#8217;origine araba che avrebbe come principale diletto quello di uccidere e mutilare gli animali. La cosa interessante è la straordinaria somiglianza con il ben più famoso <strong>Chupacabra</strong>, mito ormai ben radicato nelle zone del Sud America.</p>
<p><span id="more-30"></span></p>
<p align="justify">Le descrizioni infatti parlano chiaro: si parla di un canide con un muso piccolo e lungo, orecchie piuttosto grandi che ricordano quelle di un cavallo. Un&#8217;ulteriore descrizione è data per quanto riguarda la pelle, che ricorda quella del maiale. Insomma, gli elementi per ricondurre al Chupacabra ci sono tutti.</p>
<p align="justify">Gli avvistamenti di questo animale, inoltre, non sono neanche diminuiti nel tempo: nel 1996, addirittura, due di queste creature sarebbero state uccise dal corpo della polizia di Armant, a 500km dal Cairo. Ovviamente non è che uno solo degli episodi: la figura del <strong>Salaawa</strong> si può ricondurre all&#8217;Assiria dell&#8217;800, nella Russia Zarista di fine ottocento, in Pakistan nel &#8217;66 fino ad arrivare in Egitto, circa 10 anni fa.</p>
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		<title>Animali marini che vivono senza ossigeno</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 16:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Vinci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando parliamo di vita di solito intendiamo esseri viventi i cui corpi sono fatti a base di carbonio e che respirano l’aria, in un modo o nell’altro, considerando che pure i pesci che vivono nei mari la respirano a modo suo. E sono sempre i mari a sorprenderci, in questo caso il Mediterraneo, dove l’equipe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Quando parliamo di vita di solito intendiamo esseri viventi i cui corpi sono fatti a base di carbonio e che respirano l’aria, in un modo o nell’altro, considerando che pure i pesci che vivono nei mari la respirano a modo suo.</p>
<p align="center"><img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/07/foto-animali-marini.jpg" alt="foto animali marini" /></p>
<p align="justify">E <strong>sono sempre i mari a sorprenderci</strong>, in questo caso il Mediterraneo, dove l’equipe del Politecnico di Ancona, guidata dal dottor Roberto Dannovaro, ha scoperto esseri viventi che non necessitano ossigeno per vivere. Si tratta di <strong>tre organismi multicellulari della famiglia delle Loricifere</strong> che non hanno ancora un nome proprio e che sono stati trovati nei sedimenti estratti dal “bacino dell’Atlante”, nelle coste di Cipro, a 3mila metri di profonditá; questo particolare estratto è caratterizzato dal fatto che è composto da acque ipersaline prive di ossigeno e sature di solfuri velenosi.<br />
Detti organismi sono stati trovati vivi, attivi metabolicamente e in grado di riprodursi, il che è veramente un qualcosa fuori dal comune in quanto sino ad oggi si pensava che in tali condizioni potessero vivere solo virus, batteri e Archea. Questi organismi, lunghi circa un millimetro, non solo erano vivi ma contenevano pure delle uova. Grazie al microscopio si è poi scoperto che invece dei mitocondri c’erano organi simili agli idrogenosomi.</p>
<p align="justify">Possiamo concludere dicendo che questa è una grande scoperta se consideriamo l’aspetto dell’evoluzione, in quanto l’ambiente dove sono stati trovati questi organismi è simile a quello che c’era tanto tempo fa negli oceani, prima ancora che l’ossigeno si disciogliesse.</p>
<p align="justify">Questo articolo è disponibile anche in spagnolo<br />
<strong>Este artículo está disponible también en español</strong><br />
<a href="http://www.criptozoologia.it/es/animales-marinos-que-viven-sin-oxigeno.htm" title="Animales marinos que viven sin oxígeno"> Animales marinos que viven sin oxígeno</a></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Nuove specie di vita nell’Equatore</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 09:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Vinci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Equatore]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Equatore è un luogo mistico che a volte nasconde veri tesori, come le nuove specie di vita scoperte dagli scienziati statunitensi e equatoriani dell’organizzazione Reptile &#38; Amphibian Ecology International dopo aver compiuto una spedizione. La scoperta maggiore si fece nel Cerro Pata de Pájaro, una piccola montagna vicino all’Oceano Pacifico; trovarono varie specie d’animali che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&#8217;Equatore è un luogo mistico che a volte nasconde veri tesori, come le nuove specie di vita scoperte dagli scienziati statunitensi e equatoriani dell’organizzazione R<em><strong>eptile &amp; Amphibian Ecology International</strong></em> dopo aver compiuto una spedizione.</p>
<p align="justify">La scoperta maggiore si fece nel Cerro Pata de Pájaro, una piccola montagna vicino all’Oceano Pacifico; trovarono <strong>varie specie d’animali</strong> che non si conoscono in nessun altro luogo. Animali che sono in pericolo d’estinzione per via della deforestazione e di altri tipi di fenomeni; ad ogni modo cercheranno di salvarli.</p>
<p align="center"> <img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/07/serpente.jpg" alt="serpente.jpg" /></p>
<p align="justify"><strong>Fra gli animali scoperti</strong> abbiamo un serpente divora lumache, una delle 30 nuove specie di rane da pioggia che si erano già trovate in questo ecosistema (particolarmente vulnerabili in quanto covano le uova negli alberi e sia la deforestazione che l’aumento della temperatura può nuocerle), la salamandra Bolitoglossa (che è una delle tre scoperte che non hanno polmoni e respiranno attraverso la pelle), un’<strong>iguana</strong> molto variegata, un geco molto piccolo (la sua testa non raggiunge il centimetro), una vipera della specie &#8220;Bothriechis Schegelli” (del tipo a sonaglio muta, ovvero la più grande e che è a rischio d’estinzione specialmente per colpa dei cacciatori).</p>
<p align="center"><img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/07/rana.jpg" alt="rana.jpg" /></p>
<p align="justify">Speriamo che le varie organizzazioni riescano veramente a fare qualcosa per aiutare questi animali, anche se questi sono tempi duri per tutti.</p>
<p align="center"> <img src="http://www.criptozoologia.it/wp-content/uploads/2010/07/salamandra.jpg" alt="salamandra.jpg" /></p>
<p align="justify">Questo articolo è disponibile anche in spagnolo<br />
<strong>Este artículo está disponible también en español</strong><br />
<a href="http://www.criptozoologia.it/es/Nuevas-especies-de-vida-en-Ecuador.htm">Nuevas especies de vida en Ecuador</a></p>
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